Nelle epoche antiche il territorio di Colli A Volturno venne popolato dai Sanniti, indomita popolazione Italica originata dai Sabini attraverso il rito del Ver Sacrum cui si ricorreva, in occasione della primavera, ogni qual volta si manifestava la necessità di porre rimedio a problemi di sovraffollamento demografico.
     I giovani giunti alla maturità abbandonavano la comunità di appartenenza per dirigersi, dalla Sabina, alla ricerca di nuove sedi sotto l'insegna totemica di un animale sacro, con gli auspici degli anziani e la consacrazione alle divinità officiata dai sacerdoti.
     In questo modo si generarono le tribù Sannite dei Caudini, Irpini, Carricini, Frentani e Pentri.
     Questi ultimi si insediarono sull'attuale territorio della provincia di Isernia raggiungendo anche l'agro di Colli, territorio favorevole per la presenza del fiume Volturno e per la collocazione geografica ricadente in corrispondenza di un trafficato crocevia, nodo di collegamento fra le odierne regioni della Campania, del Lazio e dell'Abruzzo.
     La denominazione Sanniti è riconducibile a due possibili radici etimologiche: il termine greco
saunia (saunia), corrispondente al nome di un particolare giavellotto, ed il nome di un colle, il colle Samnium, alla volta del quale, secondo la tradizione, partirono in occasione di un Ver Sacrum, settemila uomini di origine Sabina guidati da Cominius Castronius.

      I Sanniti vengono annoverati fra le gentes fortissimae Italiae per il loro valore militare e la loro tenacia.
     Essi, secondo quanto tramandato dalla storiografia classica, pur conservando alcuni elementi tipici dell'originario etnico sabino, assunsero la connotazione propria di popolo bellicoso, impavido, violento, potente per mezzi e armi.

     Dalle fonti giunge universalmente il riconoscimento del loro valore militare.
Tito Livio, ad esempio, riferisce che preferivamno esser vinti piuttosto che rinunciare a tentare la vittoria
"...vinci quam non temptare victoriam malebant…"(Liv.X.31,14).
     La loro tenacia ed intraprendenza, nonché il loro innato desiderio di libertà, produssero numerosissimi scontri con Roma e la necessità di tutelare le vie d'accesso al loro territorio attraverso la costruzione di presidi militari di straordinaria importanza strategica.

     Fra i molti popoli con cui i Romani si trovarono a dover contendere la supremazia sull'Italia, nessuno fu più minaccioso dei Sanniti o più ostinato nella difesa della propria autonomia territoriale ed amministrativa, tanto da impegnarsi per oltre mezzo secolo (dal 343 al 290 a.C.) in tre successivi conflitti noti come guerre sannitiche.
     I Sanniti, inoltre, riaccesero la lotta contro Roma ogni volta che se ne presentò l'occasione nei due secoli che seguirono tale guerre: Pirro, Re dell'Epiro ed Annibale, trovarono in essi valido appoggio alle loro incursioni;al punto che il conflitto di Pirro contro Roma assunse il carattere di quarta guerra Sannitica.
     Presero ancora le armi in occasione dell'ultima grande insurrezione degli Italici contro il dispotismo Romano nel I secolo, mostrando maggiore vigore di tutti gli altri insorti allo scopo di ottenere il riconoscimento della cittadinanza e la completa integrazione nella società e nella vita politica di Roma.