La lingua dialettale

     La tradizione popolare di Colli a Volturno risulta particolarmente ricca di proverbi, detti e "liriche dialettali" tramandate oralmente attraverso i tempi ed attualmente ancora ricorrenti nel linguaggio quotidiano.
     La filologia popolare collese si riferisce al locale idioma dialettale nel quale, tutt'oggi, sopravvive la radice prima della sua identità ossia il
"volgare" delle origini della lingua italiana.
    Occorre, infatti, ricordare che in epoca medioevale l'intera valle del Volturno visse le sue vicende storiche intorno alla badia benedettina di
s. Vincenzo al Volturno, luogo nel quale, parallelamente alla intensa attività degli amanuensi, si sviluppò la metamorfosi della lingua parlata da latina a "volgare", denominata così in quanto assonante al latino ufficiale ma molto più semplice dal punto di vista lessicale e grammaticale.
      Un utile riferimento, al fine di comprendere quanto il locale dialetto sia legato a quella particolare fase storica della lingua italiana, è costituito  dal placito capuano, databile intorno al
960, in cui è riprodotta la deposizione di alcuni  testimoni in un contenzioso sorto in merito a questioni di confini tra il Monastero di Montecassino e Rodelgrino d'Aquino e ritenuto uno dei primi documenti della lingua italiana.
     Se si considera il profondo legame fra le due badie benedettine (in origine infatti Montecassino era una semplice dipendenza di s. Vincenzo), la loro vicinanza geografica e l'intensa interazione fra i due centri resa possibile dalla via di comunicazione rappresentata dai percorsi montani quotidianamente praticati dai monaci, appare chiaro come negli insediamenti urbani sorti nella Valle del Volturno ad opera dei coloni inviata dall'abate sia stata riportata la nuova lingua nata intorno al centro benedettino, dalla quale poi nacque l'idioma che, per differenza con la lingua ufficiale, venne e viene tutt'ora denominato dialetto.
     Nel corso dei secoli il locale dialetto ha risentito di numerosi influssi che hanno apportato tangibili contributi alla sua struttura originaria.
     In alcuni termini di uso ricorrente si scorgono contributi derivanti dalle lingue locali campane, pugliesi, abruzzesi e talvolta straniere: questo perché numerosi sono stati nei tempi, particolarmente a seguito dei flussi transumanti, i contatti con popolazioni di diversa provenienza geografica.
     Nell'ultimo secolo, a causa dell'emigrazione negli Stati Uniti, il linguaggio comune popolare ha acquisito anche termini derivanti dallo
"slang" degli emigrati che, tornati a Colli, hanno continuato ad usare quei neologismi attraverso i quali si esprimevano nel nuovo mondo.
In queste pagine si vuole offrire una breve antologia di proverbi, motti e detti dialettali tratti dalla tradizione orale.


  • GL' UAI D'LLA P' GNATA GL SA' LA CUCCHIARA
i guai della pignata (pentola di creta), li conosce il mestolo
  • LA VOTT CHIENA E LA MOGL' MBRIACA
la botte piena e la moglie ubriaca
(si dice di chi vuole ottenere due cose incompatibili)
  • GL' MIATT VIATTN E GL DRITT ABBUSCN
i matti dettano legge ed i sani ne pagano le conseguenze
  • GL' VOV DIC CURNUT AGL'ASN
il bue accusa l'asino di essere cornuto
  • GL MARIT SCURNUS Z' TRUATT CURNUT
il marito timido, si ritrovò cornuto

  • APRIL CHIAGN E RID
aprile piange e ride
(indica l'alternarsi in aprile della pioggia al sole)
  • MARZ  E' PAZZ
marzo è pazzo

  • MAGG  VIERN RATTAIA
con il mese di maggio l'inverno se ne va
  • AUSCT MITT ‚T GL' BUSCT
ad agosto mettiti il busto
(si dice per significare che ai primi freddi di agosto occorre coprirsi)